L'Alluvione di Volturara Irpina (Av) del 1 Settembre 2014

Alle ore 10 del 1° settembre 2014, 20 minuti di pioggia mettono in ginocchio Volturara Irpina (Av). Un quarto del paese è letteralmente sommerso da acqua e fango. Solo per poco nessun cittadino ci ha rimesso la vita. La montagna, alle spalle del paese, vomita giù di tutto: acqua, fango, pietre, detriti, trascinando a valle ciò che incontra sul proprio cammino. Il vallone praticamente esplode come un tappo di spumante e l'onda devastatrice investe tutto. La paura ritorna..puntuale! Esattamente dopo 7 anni. Eh sì, la stessa tragica funesta realtà i Volturaresi l'hanno vissuta 7 anni fa. Alle ore 11.15 la prima squadra del Volontariato di Protezione Civile "Le Aquile" di Sorbo Serpico (Av) fa il suo ingresso a Volturara Irpina. "Benvenuti a Volturara Irpina" dice il cartello, ma ciò che si intravede per le strade non lascia presagire nulla di buono. Le prime scene agli occhi dei soccorritori sono davvero raccapriccianti: è un miracolo che non ci siano stati feriti, questo il primo commento dei volontari. Immediatamente ci si reca al Comune, anch'esso allagato al piano terra e nei sotterranei. Subito il Disaster Manager, Felice Preziosi, mette a disposizione del Sindaco il proprio operato e quello dei suoi volontari. In piazza è il caos: la gente chiede aiuto. L'intero sistema emergenziale crolla come un castello di carte. Ai volontari dell'Associazione "Le Aquile" di Sorbo Serpico e di Volturara Irpina si uniscono quelli della Misericordia di Volturara Irpina. Intanto nel primo pomeriggio arriva anche una squadra di Vigili del Fuoco; le altre sono tutte impegnate, in diversi comuni della provincia di Avellino colpiti dallo stesso evento. Passano le ore, la notte arriva inesorabile, così come inesorabile ritorna la pioggia, che durante il giorno aveva dato una tregua. La montagna mette di nuovo paura, si organizzano le squadre di volontari per monitorarla e tenere sotto controllo la situazione. La nuova alba presenta ormai un paese sporco di fango, in ginocchio, demoralizzato. Il lavoro è tanto e decine sono i volontari impegnati a far fronte all'emergenza. La gente ha bisogno e loro sono instancabili, sporchi, stanchi ma sempre disponibili.

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