Volontari a 6 zampe

Il cellulare vibra sul comodino. Codice Rosso. Persona dispersa. Lo zaino è pronto, appoggiato al muro vicino alla divisa da volontario. Ai piedi del letto quel muso che fino a un minuto prima dormiva beato, si alza e due occhi vispi e attenti seguono ogni movimento. Una stiratina alle zampe, uno sbadiglio, una scrollata. Collare, guinzaglio, si esce. Fuori il sole sta sorgendo e una leggera nebbiolina avvolge le case addormentate. Al punto d’incontro le Forze dell’Ordine, l’Assistenza Pubblica, altri volontari di Protezione Civile e le Unità Cinofile. M. si è allontanato di nascosto dalla struttura della quale è ospite. M. soffre di disturbi psichici, prende farmaci, è vulnerabile. L’allarme è scattato immediatamente e la famiglia accorsa siede in disparte, i visi segnati dalla preoccupazione. Fatto il punto della situazione, reperite le informazioni necessarie e organizzate le squadre di ricerca ora è il momento di andare. L’adrenalina è alta, la concentrazione al massimo, i cani in trepidante attesa del comando di partenza. Cerca…. Decine di zampe e scarponi calpestano i campi che circondano la struttura dove per l’ultima volta è stato visto il ragazzo. I cani lavorano meticolosi, annusano, corrono, i volontari osservano, valutano, li seguono. Sulle colline il vento cambia continuamente direzione e gli odori si mescolano. Il sole intanto si è alzato in cielo e il caldo non aiuta. La terra è ancora umida dalla notte e si rischia di scivolare ad ogni passo. I cani cominciano a essere stanchi, qualcuno si ferma all’ombra per riprendere le forze. All’improvviso un abbaio. Il respiro si ferma. Poi un altro abbaio, e un altro ancora. Forti, persistenti, sicuri. C’è qualcosa. Seguendo quel segnale ci si avvicina con cautela e con il cuore che batte all’impazzata. Il sentiero è invaso dai rovi, si fatica a farsi largo tra quei rami taglienti. Quell’abbaio sempre più vicino, sempre più insistente. E finalmente, la sagoma di una persona, rannicchiata a terra. M. è vivo. Spaventato, ferito, ma vivo. La tensione si scioglie in un po’ di commozione. M. viene soccorso, la famiglia lo abbraccia. Poi i loro occhi cercano quelli dei cani. Sono occhi pieni di gratitudine.

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