Clandestino

L'aereo è pronto al decollo sulla pista dell’aeroporto di Port-au-Prince. A bordo, tra il personale e le Infermiere Volontarie, 148 adulti e bambini haitiani che attraverso MedEvac sperano di curare, in Italia, gravi patologie. L'ultimo appello di controllo. Ma qualcosa non va. C'è qualcuno in più. Un clandestino. Il comandante si sta spazientendo, la finestra di tempo concessa per il decollo è quasi scaduta, dobbiamo assolutamente decollare.
Chi sarà? Tra quali volti si nasconde? Le voci si fanno irose, i nomi vengono ripetuti seccamente, le teste si girano, l'ansia aumenta. Un clandestino è un pericolo, può annullare tutto. Alla fine eccolo! nascosto nel bagno. Un tuffo al cuore: è un ragazzino, forse 10 o 12 anni. Nei suoi occhi, un'espressione che colpisce come un pugnale: ha rischiato tutto, un salto nel vuoto, per lasciare l’inferno,per una speranza di futuro e ha fallito. Lo fanno scendere, promettono di tornare a prenderlo. I motori rombano, decolliamo. Lui no. Ma è con me, ancora, dopo tutto questo tempo.

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