BAMBINI CON LA LUCE DELLA VITA NEGLI OCCHI

Avevo già vissuto l'Emergenza sisma L'Aquila e l'Emergenza alluvione Messina. Avevo gia visto quegli occhi tristi, sentito quel pianto. Avevo visto la sofferenza, la disperazione e, insieme, la speranza. Avevo già vissuto, parlato, cenato e dormito assieme a tutte quelle persone che avevano perso un figlio, un marito,una casa. Persone che non avevano più nulla in cui sperare, morte dentro ma vive insieme a noi. Volti senza nome. Intreccio di vite fino a quel momento sconosciute. Nessuno sapeva nulla dell'altro, la storia, le radici, le abitudini, nessuno le conosceva. Era l'unione del coraggio, della forza e della dignità. Ma i bambini. I bambini con la luce della vita negli occhi, che non chiedono nulla, anzi, quasi si annullano in circostanze simili .Vivere dieci giorni con i bambini. Pensare insieme a loro. Giocare insieme a loro. Fare merenda insieme a loro. Buttarsi sul prato insieme a loro. Sporcarsi di fango vestiti e capelli insieme a loro. Inventare nuovi giochi, nuove canzoni, ingannare il tempo insieme a loro. Ecco! A questo ciclone di emozioni non ero preparata. Giugno 2012, Campo "Andrea Costa", 4° contingente. "EMILIA NEL CUORE" anche per questo. Ho vissuto quei giorni per e con loro. Erano tutti un mistero per me ed io lo ero per loro. Eravamo insieme curiosi di conoscerci. E, alla fine, insieme siamo cresciuti. Io da loro ho imparato più di quanto loro potessero mai imparare da me. Ho ricevuto emozioni più di quanto loro ne potessero mai ricevere da me. In quei giorni, ogni loro gesto, ogni loro sguardo, ogni loro sorriso, ogni loro carezza e abbraccio era vitale per me più di quanto lo potesse essere per loro. E come ogni esperienza, questa, forse più di tutte, ha cambiato realmente la mia vita. L'ultimo giorno, i saluti, le lacrime. Tutto straziante. Ritornai a Mirandola l'anno dopo. Aveva appena finito di piovere e insieme ai miei "compagni di esperienza" tornammo lì dove abbiamo vissuto intensamente quei giorni. Ci meravigliammo del fatto che adesso quel luogo era diventato uno spazio per bambini pieno di giostre. Ripercorremmo tutto il "campo". I ricordi e le immagini erano lì, nitidi nella nostra mente. Avevamo il cuore confuso e il pianto in gola. Quando vivi realtà diverse dalla tua, quando l'abbraccio o un sorriso di un bambino ti riempie l'anima, quando ricevere un grazie vale più di mille gesti.... questo e tante altre piccole cose ti fanno capire che il resto è nullità. Non ho avuto la possibilità di rivedere tutti i bambini, solo alcuni. Non ci speravo nemmeno. Essendo tutti di etnie diverse sapevo che probabilmente non vivevano più in Italia. Ma non passa giorno senza che io non rivolga un pensiero a tutti loro. "Ovunque voi siate adesso, BUONA VITA PICCOLI MIEI."

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